Descrizione
In un’epoca di guerre e violenze, ci sono gesti che tengono accesa la fiamma della speranza in un futuro migliore, dove la sopraffazione ceda il passo alla solidarietà e alla pace. Gesti come quello del Comitato del Circolo Anziani “Ivo Vespini” di Sala Baganza, che lo scorso 8 marzo ha organizzato un pranzo devolvendo il ricavato alle “Case donna” dei comuni dell’Unione Pedemontana Parmense gestite da Azienda Pedemontana Sociale. Donne vittime di violenza che, insieme ai loro figli e figlie, hanno bisogno di essere accompagnate nel ricostruirsi una vita, spesso ricominciando dal nulla.
Grazie all’impegno del “Vespini” e alla generosità dei commensali, il pranzo è stato un successo e ha permesso di raccogliere una cifra importante che è stata consegnata nella mattinata di venerdì scorso, nella sede del Circolo, dalla presidente Iride Massari al direttore di Pedemontana Sociale, Adriano Temporini, intervenuto in rappresentanza anche della presidente dell’Azienda, nonché sindaca di Collecchio, Maristella Galli. Presenti anche il sindaco salese Aldo Spina e Giuliana Saccani, nella duplice veste di assessore alle Politiche sociali e membro del Consiglio direttivo del “Vespini”. «Siamo felici ed emozionati, perché quello che avete fatto è importante – ha affermato Temporini –: ci restituisce l’attenzione significativa del territorio alla solidarietà e alla responsabilità sociale. Attenzione che di questi tempi è tutt’altro che scontata e per la quale vi ringraziamo».
Secondo i dati Istat in Italia sono 6,7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che nel corso della loro vita hanno subito violenze fisiche e psicologiche: «Un fenomeno che anche nel nostro territorio è diventato strutturale – ha spiegato il direttore dell’Azienda –. Nel 2025, soltanto il nostro servizio di Pronto Intervento Sociale (PR.IN.S., ndr) sovradistrettuale è intervenuto a sostegno di 28 urgenze emergenze, di cui il 25 per cento codici rossi. Ad oggi sono dieci le donne accolte con i loro figli nelle nostre strutture, un numero dietro al quale ci sono persone con storie molto dolorose». Donne che hanno bisogni semplici ma che per loro diventano difficili, come poter prendere la patente per rendersi indipendenti, fare la spesa, pagare affitti, bollette e frequentare corsi di formazione per riuscire a trovare un’occupazione. Bisogni ai quali la presidente del Vespini ha voluto assumersi un ulteriore impegno a raccogliere altri fondi tra i componenti del Consiglio, perché «in occasione del pranzo noi abbiamo messo solo la forza lavoro e cercheremo di fare un’ulteriore donazione. Il nostro direttivo è composto in maggioranza da donne e dobbiamo essere per le donne».
Il sindaco Spina ha voluto rimarcare come il “Vespini” sia riuscito a «trasformare un momento conviviale in un’occasione ancora più importante di solidarietà e consapevolezza, rafforzando le relazioni sociali. Il vostro impegno è andato ben oltre il valore economico – ha aggiunto il primo cittadino –, perché avete mostrato alla collettività che ci sono persone come voi che dedicano il loro tempo a costruire una comunità migliore. Non vediamo l’ora in cui impegni come questi non saranno più necessari e siamo convinti che con iniziative simili alla vostra quel momento si stia avvicinando». Perché una terra che ha bisogno di eroi, come scrisse Bertolt Brecht, è pur sempre sfortunata.
