A Collecchio nasce la squadra di bocce paralimpica

Presentato il progetto “Accostare” realizzato da Pedemontana Sociale in collaborazione con l’amministrazione comunale, la Bocciofila “Il Cervo” e l’NPIA Distretto Sud Est dell’Ausl

A Collecchio nasce la squadra di bocce paralimpica
A Collecchio nasce la squadra di bocce paralimpica

Descrizione

Nel gioco delle bocce il termine “accostare” significa avvicinarsi il più possibile al pallino, l’elemento centrale attorno al quale ruota la partita. Ma a Collecchio diventa sinonimo di inclusione, perché “Accostare” è il nome del progetto per avvicinare i ragazzi e le ragazze minorenni con disabilità a questa disciplina. 
Un progetto realizzato da Azienda Pedemontana Sociale in collaborazione con il Comune di Collecchio, la Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza (NPIA) del Distretto Sud Est dell’Ausl e la Bocciofila “Il Cervo” per dar vita ad una squadra paralimpica che, mutuando la meravigliosa esperienza della formazione di calcio del Real Sala Baganza, si pone l’obiettivo di impattare significativamente sul benessere fisico, motorio, psicologico, cognitivo, sociale e relazionale dei partecipanti.
La squadra sarà composta da otto persone e il campo da gioco sarà quello de “Il Cervo”. I boccisti e le bocciste saranno seguiti da cinque educatori della cooperativa Auroradomus e da Marco Cavicchi, istruttore tecnico federale paralimpico DIR (Disabilità intellettivo-relazionale). Da metà marzo a maggio si svolgeranno gli allenamenti a cadenza bisettimanale, con l’obiettivo di scendere ufficialmente in campo a giugno, quando verrà organizzato un primo torneo. 
“Accostare” è stato presentato nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio nella Sala del Consiglio comunale di Collecchio, dalla sindaca e presidente di Pedemontana Sociale, Maristella Galli, dagli assessori alle Politiche sociali e allo Sport, Anna Gherardi e Tommaso Martinelli, dal presidente della Bocciofila “Il Cervo”, Maurizio Fossa, e dai rappresentanti di Pedemontana Sociale, il direttore generale Adriano Temporini e Raffaella Cavatorta, ideatrice e referente del progetto, nonché consigliera comunale. Presenti anche i familiari dei ragazzi e delle ragazze che formeranno il team.  
«Un progetto di cui andare particolarmente fieri come Amministrazione comunale – ha esordito Galli –.  Un ulteriore tassello nel quadro degli interventi nell’ambito del sociale e dello sport, che permetterà a “ragazzi e ragazze speciali” di cimentarsi in una disciplina appassionante sui nostri campi, resi accessibili alle persone con disabilità anche dal punto di vista strutturale». «Progetto che migliora la qualità della vita a queste persone speciali, offrendo loro un’occasione di socialità e di partecipazione alla vita della nostra comunità nell’ottica di una maggiore autonomia», ha osservato Gherardi, mentre Martinelli ha voluto complimentarsi con «tutti coloro che lo hanno reso possibile e la Polisportiva “Il Cervo”, che lo ha accolto con entusiasmo. L’anno scorso a Collecchio abbiamo ospitato una giornata Special Olympics e sono rimasto molto colpito dalla gioia e i sorrisi dei partecipanti».
«Il senso di questi progetti e servizi che costruiamo insieme alla comunità è di restituire un’accezione di “normalità” – ha osservato Temporini –: questi ragazzi giocano per il loro benessere e per divertirsi, come tutti i loro coetanei». E si divertono «tantissimo», ha assicurato Cavicchi che a Ferrara guida una squadra paralimpica di bocce di 17 giocatori, «gestire questi ragazzi è stupendo, per loro è un’occasione di crescita e per me di arricchimento personale». «Quando ci è stato chiesto di essere parte di questo progetto mi sono tornati alla mente i ragazzi che hanno partecipato al Special Olympics – ha detto il presidente della Bocciofila collecchiese Maurizio Fossa –. Vincitori e vinti si abbracciavano, una cosa meravigliosa». 
Simone Consigli, delegato FIB di Parma, membro del consiglio regionale e della commissione tecnica nazionale di Federbocce, ha evidenziato come sui 55mila tesserati, quasi 2mila siano disabili, «un dato che negli ultimi anni ha registrato una crescita esponenziale». La “madrina” del progetto, Raffaella Cavatorta, ha raccontato come sia «nato da quattro chiacchiere con Claudio Ricci», vicepresidente della Bocciofila “Il Cervo”, che lo ha accolto con entusiasmo. «Speriamo di essere in grado di insegnare a questi ragazzi speciali lo sport delle bocce – ha aggiunto Ricci –. Sono sicuro che con Marco ce la faremo».
Alla presentazione è intervenuta anche la neuropsichiatra della NPIA, Cecilia Cordori, che ha posto l’accento sull’importanza di iniziative come queste che «permettono ai ragazzi di sentirsi parte attiva di un gruppo, imparare a stare con gli altri e sentirsi parte della società».   

Data: 16 Marzo 2026

Tipo di notizia

Comunicato Stampa Notizia

Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2026, 9:44